Metodo semplice ed economico per produrre l’acqua calda sfruttando l’energia del sole è l’impianto solare termico.
Considerando il consumo di energia elettrica e/o gas per riscaldare l’acqua necessaria ai nostri utilizzi l’installazione di questo tipo di impianto diventa quasi automatico e il consolidamento tecnologico ne garantisce un risparmio sempre più alto.
Il sistema ci da la possibilità di scaldare un serbatoio d’acqua di capacità variabile, da un minimo di 100 litri per uso domestico-familiare fino ai serbatoi ad uso condominiale, alberghiero, ospedaliero…
In linea generale un impianto “standard” è costituito dai seguenti elementi:
- Collettore, Circuito di collegamento (tra collettore e serbatoio di accumulo), serbatoio di accumulo (isolamento termicamente, raccoglie l’acqua che viene riscaldata), serbatotio di espansione (contiene l’eventuale dilatazione termica del fluido riscaldato), connessione ad un possibile sistema ausiliario (in genere a piccole caldaie) per dare un supporto nel caso in cui necessiti supplire al solare termico e dispositivi di check e sicurezza.
- Nel funzionamento basilare il sistema di circolazione naturale o forzata fa scorrere un fluido riscaldato dal sole in una intercapedine o una serpentina (ricavata nel serbatoio) che, fungendo da scambiatore, permette il riscaldamento dell’acqua si utilizzerà per fini sanitari o di integrazione al riscaldamento. In base alla circolazione del fluido esistono 2 tipologie di sistemi: i sistemi aperti dove il fluido riscaldato è di fatto la stessa acqua che si utilizzerà (Circolazione naturale); i sistemi chiusi invece contengono un fluido riscaldante (acqua glicolata) che poi cede il suo calore all’acqua (Circolazione forzata).
A causa del minor rapporto costi-benefici e ai vincoli paesaggistici imposti alla sua installazione l’impianto a circolazione naturale sta avendo sempre più una sostituzione fisiologica nelle applicazioni con il sistema a circolaziona forzata, sistema che detiene il 90% delle odierne installazioni di impianti solari termici a fronte di una miglior resa nel tempo.
Questi sistemi sono sì molto simili a quelli a circolazione naturale, ma con la differenza che il fluido caldo prodotto nei collettori solari va spinto a pressione dentro lo scambiatore termico del serbatoio di accumulo.
Con questo sistema non si è più obbligati a posizionare il serbatoio di accumulo vicino ai pannelli, ma possiamo installarlo anche a parecchi metri di distanza, in un locale tecnico o comunque in posizione verticale, favorendo così la stratificazione dell’acqua per un prelievo sanitario fino all’ultima goccia. Chiaro che si tratta di un impianto più complesso che oltre ai soliti collettori ed al serbatoio di accumulo ha bisogno per il suo funzionamento di una pompa di circolazione, un vaso di espansione ed una centralina di comando che tramite sensori di temperatura riesce a gestire il sistema.
I collettori solari sono costituiti da una serie di tubicini verticali in rame saldati a due tubi più grossi posti in posizione orizzontale. Sul tubo superiore scorrerà un fluido caldo che entrando nello scambiatore termico del boiler cederà calore, raffreddandosi; perduta parte del calore, rientrerà dal tubo in basso, più freddo. Fino a che ci sarà insolazione sufficiente il processo si ripeterà, scaldando cosi l’acqua contenuta nel serbatoio di accumulo.
La soluzione migliore rimane quella di un corretto dimensionamento dell’impianto in base al nucleo familiare, all’uso di acqua calda per il funzionamento degli elettrodomestici.
La risultante di questa soluzione si riassume in una spesa contenuta per la costruzione dell’impianto, basso contenuto energetico di integrazione durante il periodo più freddo prodotta con il sistema, assoluta indipendenza energetica per quasi tutto l’anno.


